Interventi

 
La CHIRURGIA RIGENERATIVA  utilizza e sfrutta  un potenziamento , ed un differenziamento, della tecnica di trapianto del grasso (potenziandone il risultato rigenerativo a causa, come è ben noto, delle cellule staminali in esso contenute...ma, si badi bene, senza che sia un trapianto di cellule staminali ma solo si tratta di trapianto di grasso con tutte le sue "potenzialità").
Che differenza c'è tra il trapianto di grasso "a scopo rigenerativo" ed il trapianto di grasso "tradizionale"?
Quello "tradizionale" è fatto per ripristinare volumi e trattare zone con esiti di trauma (cicatrici, perdite di sostanza): è un intervento di carattere "morfologico" perchè ripristina i volumi persi ed è di pertinenza sia della (1) chirurgia estetica per gli interventi che ad essa afferiscono (labbra zigomi sopracciglia guance mento, mammelle, addome, genitali esterni maschili e femminili, glutei ed arti), che della (2) chirurgia plastica ricostruttiva per gli interventi che riguardano ricostruzione dopo tumori traumi o malformazioni: è un vero e proprio intervento chirurgico e lo eseguiamo da anni (documentazione fotografica disponibile dall'anno  2003). E' un intervento che nella maggior parte dei casi può essere singolo (cioè praticato una sola volta) ma spesso, a causa della necessità di trapiantare il grasso in strati sottili perchè esso possa essere colonizzato dai vasi sanguigni (e possa perciò sopravvivere), deve essere ripetuto a distanza di almeno tre mesi e per un numero di volte che dipende dai casi.
Quello "rigenerativo" serve (1) per azione anti-aging sulla cute e sui tessuti distrofici (viso, mammelle, mani, glutei), cioè per farli "riprendere" (anche per motivi estetici), ma è anche utile (2) nei casi di riabilitazione (dopo un intervento ortopedico oppure maxillo-facciale, per riprendere la normale motilità ed avere il sostegno degli adiacenti tessuti del corpo) oppure (3) nei casi di pertinenza dei genitali esterni come la craurosi vulvare (secchezza e prurito)  e la dispareunia (dolore durante il rapporto),  o (4) per le ulcere da decubito, ed è una pratica ambulatoriale che solo recentemente è stata codificata.
ATTENZIONE_1.  Entrambe le procedure sono applicabili solo in maniera autologa (il grasso deve essere reimpiantato nella stessa persona dalla quale è stato prelevato).
ATTENZIONE_2.   Si seguono le linee guida (tecniche di innesto di tessuto adiposo-lipofilling-lipostruttura) della SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, e dell'AICPE , Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica .
ATTENZIONE_3.  Recentemente è nata la ISPRES (International Society of Plastic Regenerative Surgeons) di cui sono orgogliosamente membro ordinario, riservata ai chirurghi plastici specialisti ed iscritti alla SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).
 
La nuova frontiera della Chirurgia Plastica: la "Chirurgia Rigenerativa"
 
La Chirurgia Rigenerativa si occupa di riparare, sostituire e/o rigenerare cellule, tessuti ed organi al fine di ripristinare alcune funzioni perdute per cause diverse come difetti congeniti, malattie, traumi e invecchiamento.
Esiste però anche la Medicina Rigenerativa che invece studia nuovi approcci terapeutici  che spesso si limitano a stimolare e sostenere le capacità di guarigione dell'organismo umano e possono includere l'uso di molecole solubili, terapie geniche, terapie basate sull'uso di cellule staminali e/o progenitrici, ingegneria tissutale e riprogrammazione cellulare o tissutale.
Entrambe collaborano per l'unico obiettivo di accelerare i processi di guarigione e di effettuare una ricostruzione tridimensionale dei tessuti danneggiati.
Un esempio di collaborazione tra Medicina Rigenerativa e Chirurgia Rigenerativa è la condizione in cui il tessuto adiposo prelevato chirurgicamente con una miniliposuzione,viene poi trattato con il PRP (Platelet Rich Plasma): questo tessuto adiposo  (in cui, tramite i fattori di crescita contenuti nel PRP, sono state potenziate le capacità rigenerative operando così una stimolazione delle cellule staminali in esso contenute) verrà innestato attraverso delle microiniezioni nelle regioni deficitarie (per esempio nelle depressioni cutanee di diversa origine, nelle emiatrofie facciali come nella sindrome di Romberg, negli esiti cicatriziali, nelle perdite di sostanza da trauma, nelle ulcere), e anche utilizzato nell’ambito della chirurgia estetica mini-invasiva nel ringiovanimento facciale quando un vero e proprio face-lift è di là da venire perchè la paziente necessita solo di un "refreshing effect" (che si ottiene stimolando appunto le cellule staminali già presenti nell'area ab initio), e ciò vale non solo per il viso. 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 
 
 
Joseph Murray, Nobel 
e primo a trapiantare un rene
 
 
Joseph E. Murray si laureò ad Harvard negli anni Quaranta, per interessarsi al trapianto di organi e tessuti mentre lavorava sui feriti della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra continuò il tirocinio al Brigham and Women's Hospital, lo stesso ospedale dove è morto. 
 
Nel tempo divenne un importante chirurgo plastico.
Nei primi anni '50 non era mai stato eseguito un trapianto di organi umani, ma Murray e i suoi collaboratori dell'allora Peter Bent Brigham Hospital di Boston misero a punto nuove tecniche chirurgiche, dopo avere effettuato sperimentazioni con il trapianto di reni di cani. Nel dicembre 1954, Murray e la sua equipe trovarono i pazienti perfetti: un 23enne con disfunzioni renali terminali e il suo gemello omozigote (i fratelli Herrick). L'uomo che ricevette il rene visse per altri otto anni, durante i quali sposò un'infermiera conosciuta in ospedale ed ebbe due figli.
 
Negli anni Sessanta scoprì i medicinali anti-rigetto, come l'azatioprina, che gli permisero di effettuare trapianti da donatori senza vincoli di parentela con i riceventi. Murray proseguì poi la sua ricerca sulla soppressione della risposta immunitaria e vinse il Nobel per la Medicina nel 1990 insieme a Edward Donnall Thomas.
 
"Il mio solo desiderio sarebbe di poter avere altre dieci vite da passare su questo pianeta. Se fosse possibile ne passerei una a studiare embriologia, genetica, fisica, astronomia e geologia", aveva scritto Murray su una breve autobiografia. "Nelle altre vorrei essere un pianista, un uomo che vive nei boschi, un giocatore di tennis e uno scrittore del National Geographic".
 
 
 
Joseph Murray
Joseph E. Murray (nato a Milford il 1° Aprile 1919 e deceduto a Boston il 26 Novembre 2012) è stato il chirurgo statunitense vincitore, insieme ad Edward Donnall Thomas, del premio Nobel per la medicina nel 1990, per «le scoperte riguardanti i trapianti di cellule e organi nel trattamento delle patologie umane». È stato il primo a eseguire con successo un trapianto di reni tra due gemelli identici. 
 
Biografia
Murray, nato e cresciuto a Milford, nel Massachussetts, studiò al College of the Holy Cross di Worcester. Terminati gli studi al college, si iscrisse alla Harvard medical School di Boston. Una volta laureatosi, si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti, nei cui ranghi studiò chirurgia al Valley Forge Army Hospital di Phoenixville in Pennsylvania. È scomparso nel 2012 all'età di 93 anni a seguito di un ictus, al Brigham and Women's Hospital di Boston.
E' famoso l'aneddoto in cui si racconta che, quando pensò di eseguire il primo trapianto di rene, un collega gli disse: "Joe, don't get involved with this, it will ruin your career" ("Joe, non ti mettere in questa faccenda, ti rovinerà la carriera"), ma dalla scoperta di Murray e dal suo coraggio nell'affrontare una sfida per il solo benessere dei pazienti, sono state oltre 600 mila le persone ad aver subito un trapianto di organi. Oggi "il mondo è un posto migliore grazie al dr. Joseph Murray.
 
Carriera
Nel dicembre del 1954, Murray portò a termine con successo il primo trapianto di reni tra gemelli identici (i gemelli Herrick) della storia, presso il Peter Pickle Bent Brigham Hospital. Nel 1959, eseguì il primo ALLOTRAPIANTO e, nel 1962, il primo trapianto di rene prelevato da un cadavere. Negli anni successivi, Murray divenne uno dei principali specialisti nei campi della biologia dei trapianti, dell'uso delle tecniche di immunosoppressione e degli studi sui meccanismi di rigetto. Negli anni sessanta, la scoperta di medicinali antirigetto come l'azatioprina gli permise di effettuare trapianti da donatori senza vincoli di parentela con i riceventi.
Murray è stato capo chirurgo plastico al Children's Hospital di Boston dal 1972 al 1985. Inoltre, è stato professore emerito di chirurgia all'Harvard Medical School.
 
 
Nel 1996 era stato nominato Accademico della Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano.
 

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